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Risultati Monitoraggio
Interventi di orientamento per
l'obbligo formativo
Relazione delle attività svolte
al 30.06.2003
Monitoraggio a cura della Direzione Regionale Lavoro
Come richiamato
nel "Programma regionale triennale in materia di
osservazione del mercato del lavoro, informazione e
orientamento al lavoro, formazione professionale e sostegno
all'occupazione", l'orientamento è da considerarsi
parte integrante del processo formativo e si devono
pertanto prevedere azioni organiche e sistematiche che
permettano di collegare i diversi momenti di transizione:
dalla terza media alla prima superiore, dall'obbligo
scolastico a quello formativo, dall'istruzione secondaria
all'università o all'inserimento nel mondo del
lavoro.
Restano da realizzare gli altri 5 training progettati,
che interesseranno le Scuole Medie di Caerano, Pederobba,
Montebelluna, Valdobbiadene e Trevignano.
In tale prospettiva, le azioni informative/formative
di orientamento a rete, contenute nella Direttiva Regionale
per gli Interventi di Orientamento per Tanno 2002 approvata
con D.G.R. 2796/2001, avevano le seguenti finalità:
allargare
il ventaglio degli interventi, basandoli sul concorso
di più soggetti
e agenzie;
avviare
iniziative che, pur valorizzando la ricchezza della
diversità, favoriscano intese e interazioni tra i vari
Soggetti del territorio;
produrre
strumenti orientativi con l'aiuto delle nuove tecnologie
che siano più vicine ai linguaggi utilizzati dal mondo
giovanile e implementino le competenze maturate dai
Soggetti negli interventi con il territorio e con le
famiglie;
promuovere
è sostenere "buone pratiche" di orientamento e adeguate
metodologie formative che si collegano ai nuovi processi
di insegnamento/apprendimento, realizzate da istituti
scolastici e da agenzie formative in rete tra loro e
con gli altri servizi del territorio interessati.
Le linee
più importanti della Direttiva sono quelle di
prevedere una serie di azioni a rete per favorire
processi di integrazione sul territorio e fra gli Attori
e di accompagnare lo svolgersi dell'intero provvedimento
con un'azione di indirizzo, di supporto all'attività
e di monitoraggio in itinere.
La Direttiva ha inteso valorizzare le esperienze esistenti,
favorire la circolazione di buone pratiche ed
incentivare l'innovazione, ha voluto inoltre promuovere
azioni che non si sovrapponessero con altre iniziative
ma concorressero ad integrarle e a completarle.
Si è rivolta ad un numero di destinatati molto
ampio e diversificato in quanto le azioni hanno previsto
interventi per ragazzi in obbligo formativo fino ad
arrivare agli adulti, passando per l'Università.
Le azioni previste riguardano soprattutto i servizi
alla persona.
La Direttiva
ha individuato tre tipologie di interventi:
1. Progetti di orientamento
di interesse regionale;
2. Interventi di orientamento delle
Province e di Veneto Lavoro per l'obbligo formativo;
3. Attività territoriali di
orientamento in obbligo formativo.
Come previsto,
la Regione ha svolto un ruolo di indirizzo nell'ambito
dei progetti approvati e ha condotto un'azione di monitoraggio.
Scopo del presente documento che sintetizza le
iniziative di cui al punto 2, è quello di illustrare
l'andamento dei progetti, anche in vista della nuova
programmazione regionale in materia.
Gli interventi
di orientamento delle Province e di Veneto Lavoro per
l'obbligo formativo, che sono oggetto della presente
relazione, riguardano il periodo 2002-2003. La
Regione infatti ha assegnato alle Province un finanziamento
per due annualità "al fine di dare certezza
delle risorse disponibili e di consentire quindi di
effettuare una programmazione a medio termine".
Sulla base di quanto proposto dalla Regione e concordato
nell'ambito del Comitato di Coordinamento Istituzionale
di cui all'art. 21 della L.R. 31/1998, le risorse sono
state attribuite per lire 5 miliardi alle Province e
per lire 670 milioni a Veneto Lavoro.
Considerando il ruolo che i Servizi per l'Impiego delle
Province sono chiamati a svolgere per le funzioni di
loro competenza nell'ambito dell'obbligo formativo ed
in particolare a quanto stabilito dal D.P.R. n. 257
del 12 luglio 2000, attuativo del citato articolo 68,
si è ritenuto opportuno assegnare la quota massima possibile
(il 10% delle risorse complessive assegnate alla Regione
Veneto) alle Province ed a Veneto Lavoro.
Il criterio utilizzato per ripartire le risorse disponibili
tra le varie Province è stato il seguente: una quota,
pari al 28%^ è assegnata in parti uguali a tutte le
Province ed il restante 72% è attribuito utilizzando lo stesso criterio
che il Ministero del Lavoro ha utilizzato nel riparto
tra le Regioni, vale a dire il numero di giovani nella
fascia di età 15-17 anni che si trovano al di fuori
del sistema scolastico.
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